Lavoro psicologo: dopo laurea ed esame di stato

Lavoro psicologo: dopo laurea ed esame di stato

L’esame di stato in psicologia dopo la laurea e l’iscrizione all’Albo nazionale degli psicologi sono i prerequisiti per entrare nel mondo del lavoro come psicologo o per iscriversi ad una scuola di psicoterapia. Per superare l’eds ti consiglio questi libri per prima, seconda, terza e quarta prova per l’esame di stato in psicologia, e i riassunti DSM5. L’iscrizione all’Albo è una procedura burocratica piuttosto rapida e semplice. Fatto ciò, i settori lavorativi in cui lo psicologo può inserirsi sono differenti. Basti pensare ai diversi indirizzi di studio nei corsi di laurea. Spaziamo dalla psicologia clinica (con attenzione alla salute mentale di pazienti adulti o in età evolutiva), alla neuropsicologia, alla psicologia del lavoro e delle organizzazioni (con selezione e gestione delle risorse umane, studio delle dinamiche di marketing…). Le competenze dello psicologo sono molto flessibili e adattabili a vari contesti lavorativi, proprio perché al centro dell’operato di questa professione c’è l’interesse verso la relazione con il prossimo e l’importanza della corretta gestione dei rapporti interpersonali. Lavorare come psicologo è possibile all’interno di enti pubblici (come ospedali, ASL, SERT, consultori, comunità, centri riabilitativi, spazi di accoglienza, scuole, università, tribunali, istituti penitenziari…) o presso enti privati (studi, professionali, società, aziende…).

Ma se gli ambiti e le strutture presso cui lavorare sono così numerosi, come mai sentiamo e leggiamo di difficoltà sul fatto di non riuscire a trovare lavoro come psicologo? Cerchiamo di scoprirlo.

Lavoro psicologo: quali difficoltà?

Sono diversi i motivi per cui c’è una percezione diffusa di difficoltà a trovare offerte di lavoro per psicologi. Secondo quanto circola sul web, molteplici fattori interagiscono nel dare forma a questa situazione di precarietà nel lavoro. Qui di seguito ho raccolto i principali aspetti che nel senso comune sembrerebbero essere le concause più rilevanti.

  • Innanzitutto il momento storico che stiamo vivendo è particolarmente complicato per la maggior parte delle professioni, indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolge.
  • L’offerta supera la domanda, nel senso che la facoltà di psicologia registra numeri elevati di iscritti ogni anno, e si laureano molti più psicologi di quanto il mercato sia in grado di assorbire in questo periodo di crisi economica. In aggiunta a ciò, si registrano più di 80.000 psicologia iscritti all’Albo nazionale, a cui se ne aggiungono circa 5.000 ogni anno.
  • Ci sono altre figure professionali il cui operato a volte può sovrapporsi parzialmente alle aree di intervento psicologico, e viceversa. Pensiamo agli educatori, ai formatori, ai counsellor.
  • Dopo la laurea è necessario svolgere un tirocinio post laurea magistrale che arriva a durare 1 anno. Successivamente ci si deve preparare per svolgere le prove dell’esame di stato in psicologia. Inoltre per partecipare a bandi per concorsi per psicologi spesso viene richiesto di aver frequentato una scuola di specializzazione o un master dopo l’esame di stato. Se da un lato questi procedimenti dovrebbero garantire una maggiore preparazione e competenza del professionista, dall’altro posticipano l’entrata nel mondo del lavoro di molti laureati.

Psicologi e occupazione: dati reali alla mano

Per capire meglio la realtà occupazionale degli psicologi andiamo a vedere i dati a disposizione, raccolti da AlmaLaurea nel 2016 e relativi al 2015, sul lavoro per psicologi ad 1 anno dalla laurea, sul lavoro per psicologi a 3 anni dalla laurea e sul lavoro per psicologi a 5 anni dalla laurea. Nella tabella seguente ho inserito alcuni tra i dati più interessanti che puoi trovare nei documenti linkati, che ti invito a consultare per avere un quadro più completo e preciso.

Lavoro per psicologi

Il tasso di occupazione, ossia il rapporto tra gli intervistati che dichiarano di essere occupati (in varie attività, anche di formazione, purché retribuite in modo più o meno soddisfacente) e gli intervistati totali, è pari al 37% ad 1 anno dalla laurea, al 70% a 3 anni dalla laurea, e al 79.2% a 5 anni dalla laurea. Questo dato lascia intendere che a lungo termine la maggior parte dei colleghi intervistati non si trova nella condizione di non lavorare e di non studiare contemporaneamente. Coloro che hanno intrapreso attività formative sono impegnati in tirocini, collaborazioni, stage, scuole di specializzazione, master o dottorati. Invece per quanto riguarda i lavori svolti, non è stato possibile elencare le specifiche occupazioni degli intervistati, tuttavia sono stati registrati i rami di attività economica in cui sono impiegati i laureati. Man mano che passano gli anni gli psicologi intervistati sembrano ottenere occupazioni che si concentrano intorno alle attività di consulenza, ai servizi rivolti alla persona, all’ambito sanitario, dell’istruzione e della ricerca.

Per quanto riguarda la tipologia di attività lavorativa proposta ai laureati, prevale la diffusione del lavoro part-time. Notiamo come questa tipologia tenda a diminuire con il passare degli anni, con 68.3% a 1 anno dalla laurea, 60% a 3 anni dalla laurea e 54.1% a 5 anni dalla laurea.

Andando ad indagare il guadagno mensile netto, esso è pari ad una media di 739 euro a 1 anno dalla laurea, a 876 a 3 anni dalla laurea, a 972 Euro a 5 anni dalla laurea. Certo non si tratta di stipendi stellari, tuttavia la tendenza ad aumentare nel tempo può essere interpretata come un segnale incoraggiante.

Forse in relazione all’entità degli stipendi e alle difficoltà a trovare lavoro, la soddisfazione per ciò che si sta svolgendo è a livelli medi ma sembra crescere nel tempo. La soddisfazione media degli intervistati viene valutata su una scala da 1 a 10 con un punteggio pari a 6.6 ad 1 anno dalla laurea, con 6.9 a 3 anni dalla laurea, con 7.2 a 5 anni dalla laurea.

Sicuramente la disoccupazione giovanile è una realtà molto concreta in Italia e non solo. Per molte persone è forte la necessità di intraprendere una carriera diversa rispetto a quella di psicologo, o di doversi “reinventare” per rispondere a richieste proprie di altri settori lavorativi. D’altro canto, come dicevo all’inizio dell’articolo, le competenze di uno psicologo possono essere spendibili sul mercato grazie alla loro flessibilità e adattabilità a contesti diversi. Perciò prima di abbandonare ogni speranza è bene riflettere attentamente sulle proprie potenzialità, per saperle valorizzare al meglio.

Lavoro psicologo: ecco i portali degli annunci online

Ti propongo una raccolta di alcuni tra i più famosi portali di annunci di lavoro per psicologi o di esperienze formative che potrebbero interessarti, con concorsi per psicologi, bandi di psicologia e offerte di lavoro per uno psicologo.

Per concludere, è importante fare riferimento ai dati ufficiali per farsi un’idea più realistica e corretta della situazione occupazionale della professione, senza lasciarsi contagiare dalle cosiddette voci di corridoio o da percezioni non precise.

Ti suggerisco di cliccare qui sotto per accedere al materiale con cui superare l’eds ed entrare quanto prima nel mondo del lavoro! 😀

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